La storia delle frazioni
La storia delle frazioni
Il territorio di Norcia si caratterizza per la presenza di 25 frazioni: Agriano, Aliena, Ancarano, Biselli, Campi, Casali di Serravalle, Castelluccio, Cortigno, Forca Canapine, Forsivo, Frascaro, Legogne, Nottoria, Ocricchio, Ospedaletto, Paganelli, Pescia, Piediripa, Popoli, San Marco, San Pellegrino, Sant’Andrea, Savelli, Serravalle e Valcaldara.
Questi piccoli centri, che un tempo erano i “castelli”, ovvero villaggi fortificati sorti a difesa dei confini dell’antico comune, o le “ville”, ossia comunità agricole immerse nella natura, raccontano ancora oggi storie di vita, tradizioni e leggende. Visitarli costituisce un affascinante itinerario attraverso la storia, l’arte, le bellezze naturali e le leggende.
Oltre alle 25 località principali, l’intero territorio è caratterizzato da una serie di vocaboli minori, piccoli insediamenti e luoghi di interesse dalla forte connotazione mistico-naturalista, punti di incontro reali tra la moderna religione monoteista e le tradizioni pagane che affondano le proprie radici in epoca ampiamente preromana.
Arte, escursioni e panorami
Castelluccio di Norcia, il centro abitato più elevato dell’Appennino umbro-marchigiano (1452 metri sul livello del mare), cuore del Parco Nazionale dei Monti Sibillini, si trova vicino al Monte Vettore, al Lago di Pilato, alla grotta della Sibilla e ai Piani Carsici, famosi per le spettacolari fioriture estive. Celebre è la sua lenticchia, come anche la posizione strategica che ne rende base di partenza ideale per una serie di escursioni mozzafiato. Simbolo assoluto di resistenza e resilienza dopo il sisma del 2016, Castelluccio di Norcia è inoltre punto di riferimento per tutti gli amanti di deltaplano e parapendio.
Forca Canapine è un passo montano situato a 1541 metri sul livello del mare, noto sia per gli sport invernali sia per le escursioni nei mesi più caldi. È inserita nell'itinerario del Sentiero Europeo E1 che congiunge Capo Nord a Capo Passero, uno degli undici cammini di lunghezza estremamente elevata della rete sentieristica europea; le strade che arrivano al valico sono state scelte più volte come percorso del Giro d’Italia a partire dal 1921 (versante di Norcia) e dal 1924 (versante di Arquata, nelle Marche). Deve il suo nome al valico montano e alla coltivazione e raccolta della canapa, attività agricola molto fiorente fino alla prima metà del secolo scorso.
San Marco, antica curtis longobarda sorta su di un castelliere risalente all’età del Ferro, mantiene pressoché intatta la cinta muraria del XIII-XIV secolo, con due torri cilindriche e la Chiesa dell’Annunziata, detta anche Madonna di Castelvecchio, immersa in un contesto campestre. Sorge a oltre 1100 metri sul livello del mare, in un contesto montano suggestivo che domina, da un lato, la Piana di Santa Scolastica, mentre dall’altro la vista si apre sulla via Salaria, la porta verso il Mar Adriatico. Situato lungo la via di comunicazione tra la Valle del Tronto e il Regno di Napoli, San Marco fu a lungo un castello importante. Addirittura, la tradizione locale – che si fonde con la leggenda – narra che il paese potrebbe essere stato un avamposto della Repubblica di Venezia, da qui l’origine del nome. Tuttavia, non se ne hanno conferme certe. Attualmente è un luogo altamente suggestivo, immerso in un contesto quasi unico di paesaggio agricolo montano.
A Cortigno, ai piedi del Monte Aspro, spicca la parrocchiale di San Michele Arcangelo. Il paese, situato a oltre 1150 metri sul livello del mare, offre un panorama spettacolare sulle principali vette dell’Appennino, tra cui il Monte Vettore, il Gran Sasso e il Terminillo. Il borgo isolato si erge dove termina la strada, che ha ricevuto asfaltatura solamente verso la fine del XX secolo. Pastorizia e agricoltura di montagna sono due attività che tengono in vita la piccola comunità di Cortigno, luogo dalla forte carica emotiva in cui il tempo sembra essersi fermato a circa mezzo secolo fa.
In questa gallery: Castelluccio di Norcia, Monte Vettore, Piana di Castelluccio, Forca Canapine.
Borghi e natura
Scendendo da Cortigno verso Norcia si incontrano Forsivo prima e Legogne poi.
Il castello di Forsivo risale al XIII secolo, abbarbicato su di uno sperone di roccia a 940 metri di quota, dal quale domina la valle del Corno ed è in contatto visivo per molti chilometri con le altre rocche e torri di avvistamento. Nell’abitato, molto ben curato e conservato, è possibile visitare la chiesa di Sant’Apollinare, con opere d’arte e affreschi di epoche differenti.
Legogne è un castello che rivestiva un tempo importanza strategica, poiché consentiva di aggirare una zona montuosa e pericolosa per congiungere la valle del Corno con l’altopiano soprastante. Abitato sin da epoca preromana, il suo nome non tragga in inganno: nulla ha a che vedere, infatti, con la punizione medievale della gogna. Il borgo è molto ben conservato e offre la possibilità di visitare le chiese di Sant’Anna, San Martino e Santa Maria Assunta. Sia Forsivo che Legogne sono famosi per i tartufi e, in passato, per lo scotano, una pianta tintoria.
Più in basso, lungo la Tre Valli, sorge Biselli, la frazione più a ovest del territorio di Norcia: la sua gola, scavata dal Corno, conserva importanti testimonianze storiche e suggestiva è l’escursione nel bosco, che conduce a Cortigno dopo ore di cammino.
In questa gallery: Biselli, torre di avvistamento, mura.
La valle occidentale
È tuttavia Serravalle, come dice il nome stesso della frazione, la vera porta di ingresso occidentale del territorio Nursino. Caratterizzata dalla confluenza dei due fiumi Corno e Sordo, vanta alcuni fra gli scorci pedemontani più suggestivi. Il luogo è una classica stazione di posta, un castello di pendio a forma triangolare all’incrocio delle strade per Norcia, Cascia e Spoleto, sorto tra il 1300 e il 1400. Caratteristiche sono le grotte che si aprono sulla roccia, visibili per chi giunge da Cascia e probabili insediamenti preistorici. Meritevoli di interesse sono il romitorio di San Claudio, aggrappato alla montagna, e la Chiesa di San Pietro.
Tra Serravalle e Norcia si trovano i Casali di Serravalle, piccolissima frazione adagiata lungo la strada. Anch’essa tipica stazione di posta, nasconde sotto il livello della strada la chiesetta della Madonna delle Grazie, con affreschi e opere del 1600 e 1700.
In questa gallery: galleria di Serravalle, fiume a Serravalle, Romitorio San Claudio.
La Piana di Santa Scolastica
Il vasto pianoro che si estende da Norcia in direzione sud, tagliato in due dalla Strada Romana - antica via Salaria - prende il nome di Piana di Santa Scolastica, sorella di San Benedetto. Ospita diversi insediamenti storici sviluppatisi come piccole comunità rurali, attorno al luogo di culto e alla casa signorile.
San Pellegrino è la frazione di pianura maggiormente colpita dal sisma del 2016. Conserva ancora in piedi la caratteristica chiesa che dà il nome al paese, affacciata sulla piazzetta principale e più volte restaurata tra il XVI e il XIX secolo. Tra i carpini e le querce a mezza costa, nascosto ai più, si trova il monastero di Montesanto, risalente al XIV secolo e ridotto ormai a rudere. La chiesa fu costruita, secondo la tradizione popolare, a seguito dell’apparizione della Vergine a una pastorella del luogo.
Frascaro è un altro borgo pesantemente colpito dal sisma. Il suo passato romano è vivo grazie ai pietroni lungo la sua strada principale, o ancora riutilizzati come soglie, architravi o addirittura fioriere. Famoso, lungo la strada, è il “Sassu straccu”, sedile ricavato da pietre romane di recupero. Deve il suo nome al termine latino medievale, tuttora in uso, “frasca”, che significa “ramo verdeggiante”. Si narra che bande di briganti avessero in Frascaro un punto di riferimento per le proprie scorrerie finché, verso la fine del XVI secolo, gli abitanti non decisero di ribellarsi uccidendo nove malviventi. Qui furono apposte due taglie dal prefetto del Dipartimento del Trasimeno Roederer nel 1813.
Valcaldara conserva i ruderi della Madonna della Quercia e il monastero di Santa Chiara, fondato dalla Beata Lucia nel 1407. Luogo monastico sin dalla sua fondazione, Valcaldara conserva ancora i segni e l’atmosfera della vita eremitica che ne contraddistingueva la comunità, ben prima dell’introduzione ufficiale della regola delle clarisse.
Paganelli, Popoli e Piediripa testimoniano la loro antichità con epigrafi latine e vari reperti archeologici, rinvenuti in queste aree nel corso del tempo.
Nottoria è famosa per l’esemplare di quercia secolare (età stimata: 300 anni) dalle straordinarie dimensioni, con un’altezza di oltre 22 metri per una circonferenza del tronco che supera i 5 e un’ampiezza di chioma di 30 metri Esemplare unico in Umbria, è meta di escursioni di appassionati e curiosi, oltre a dare ombra a diverse manifestazioni estive.
Un’escursione pianeggiante sulle orme della Beata Lucia, lungo il piano di Santa Scolastica, è senza dubbio meritevole.
In questa gallery: Piana di Santa Scolastica, Chiesa Sant’Antonio a Piediripa.
Le colline Occidentali e l’Altopiano di Agriano
Lasciando Popoli, ci si inerpica per alcuni chilometri fino a raggiungere Ocricchio, piccola comunità di origine pre-romana dalla quale si scorgono i ruderi di Belvedere, castello del XIII secolo. Da lassù si gode di una bellissima vista sul Piano di Santa Scolastica.
Sull’altro versante, l’altopiano di Agriano è un’oasi riposante, perfetto esempio di agricoltura estensiva e “dolce” in alta collina (circa 900 metri sul livello del mare), ricca di testimonianze storiche ed artistiche. Dalla Chiesetta di S. Filippo Neri, ad Ospedaletto, si scorgono Cortigno, Legogne, Forsivo, Biselli, Serravalle; mentre ad Aliena merita una visita la parrocchiale di Sant’Eutizio.
Dal Piano al “Regno”
Superato il bivio per Nottoria e San Marco, si giunge a Savelli, antica frazione che affonda le sue radici in una delle più famose casate romane medievali (i Sabelli, antichi rivali dei Colonna e degli Orsini). Da visitare è certamente la chiesa di San Michele Arcangelo, di origine molto antica in quanto costruita come cella monastica benedettina, dipendente direttamente dall’Abbazia di Santa Maria di Farfa. Per realizzarla, tra l’altro, furono utilizzati anche materiali di recupero romani. La strada principale attraversa il paese e prosegue verso il “Regno”, vale a dire il confine che un tempo divideva lo Stato Pontificio dal Regno delle Due Sicilia.
Pochi chilometri più avanti si giunge a Sant’Andrea, ultima posta prima del castello di confine tra Umbria e Lazio, tra Perugia e Rieti, tra Norcia e Accumoli: Pescia, posta a 1100 metri di altitudine sulle rive dell’omonimo torrente. Un luogo fiabesco, silenzioso, emotivamente carico, all’estrema propaggine del Piano di Santa Scolastica. Un tempo punto chiave del percorso alto-medievale per la via Salaria, accoglie il visitatore abbarbicata allo scoglio roccioso che conserva ancora qualche rudere dell’antica rocca, alle falde del Monte Pizzuto (1900 metri sul livello del mare) che merita senza dubbio un’escursione di trekking di almeno una giornata intera.
Verso la Valle Castoriana
Percorrendo la strada provinciale di Norcia ci si addentra nella Valle Castoriana, che conduce fino a Preci e poi al confine con le Marche. Lungo la via si incontrano i quattro nuclei che compongono Ancarano – dominati dalle rovine di Castel Franco – con la sua caratteristica chiesa della madonna Bianca.
Prima di lasciare il territorio nursino, Campi regala ancora emozioni con il suo classico castello di pendio - Campi Alta - che domina il borgo, caratterizzato dalla chiesa del San Salvatore con i suoi affreschi del 1400. Caratteristica piuttosto singolare, sul pavimento della chiesa si può osservare il disegno della cuspide del campanile, che però non fu mai realizzato.
Proseguendo poco oltre, appena fuori dal territorio comunale, si trova la celebre Abbazia di Sant’Eutizio – VI secolo dopo Cristo – considerata uno dei luoghi più importanti del monachesimo occidentale, e che sorge sopra un antico cenobio celebrato da San Gregorio Magno.
In questa gallery: Arcarano, Chiesa di Arcarano, Campi.
