A dieci anni dal sisma rinasce l’arte della Valnerina
A dieci anni dal sisma rinasce l’arte della Valnerina
Venerdì 30 ottobre 2026
La mostra diffusa “Oro e Terra” porta in esposizione oltre 170 opere recuperate nei luoghi colpiti dal sisma.
Dieci anni dopo il dramma del sisma dell’Appennino centrale, una mostra storico-artistica e documentaria diffusa in varie sedi dell’Umbria si fa testimonianza concreta di rinascita culturale e restituzione della memoria. Il prezioso lavoro delle Soprintendenze restituisce i beni recuperati e restaurati ai luoghi e alle comunità che per secoli li hanno custoditi, riaffermando il valore della tutela e della conservazione di un patrimonio storico-artistico unico, espressione profonda dell’identità dei territori e delle comunità che li abitano.
Dal 5 novembre 2026 al 31 marzo 2027 è in programma Oro e terra. Il Rinascimento della Valnerina, un progetto espositivo composto da oltre 170 opere che da Spoleto, fulcro dell’iniziativa e porta d’accesso alla Valnerina, si espande in comuni e realtà ricchi di arte, di storia, di tradizioni come Norcia, Ferentillo, Cascia, Arrone e Vallo di Nera.
L’esposizione, ideata e realizzata dalla Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio per l’Umbria e dalla Soprintendenza archivistica e bibliografica dell’Umbria, in collaborazione con Virart ODV, associazione del terzo settore che si occupa di valorizzazione del patrimonio culturale del territorio. L’iniziativa è inserita nella cornice istituzionale del programma delle iniziative A dieci anni dal sisma (2016 – 2026) promosso dal Dipartimento per la Tutela del Patrimonio culturale, la Direzione Generale Archeologia belle arti e paesaggio e la Direzione generale Archivi.
La mostra è a cura di Francesca Valentini, Soprintendente Archeologia, belle arti e paesaggio per l’Umbria, Caterina Fontanella, Soprintendente archivistica e bibliografica dell’Umbria e Alessandro Delpriori, ricercatore di Storia dell’arte moderna all’Università di Camerino. Il percorso propone una ricognizione sull’arte rinascimentale umbra del Quattrocento e sul patrimonio recuperato dopo il sisma 2016, oggetto di restauro e ricollocazione presso il Centro per la Conservazione dei beni culturali in emergenza di Santo Chiodo e presso la Sezione di Archivio di Stato di Spoleto.
Venerdì 30 ottobre, a dieci anni dal terremoto, a Norcia, uno degli epicentri del sisma, si terrà un’anteprima della rassegna. La finalità della mostra invita a riconsiderare i luoghi nei quali patrimonio culturale e comunità hanno saputo rigenerarsi come centri attivi di riscoperta. Fondamentale sarà il sito internet dell’iniziativa che valorizzerà questi beni, attraverso la creazione di schede informative geolocalizzate, accessibili liberamente da tutti gli utenti. Il percorso sarà segnato da un ricco apparato di fonti documentarie e di materiale bibliografico esposto in maniera integrata rispetto alle opere, creando un dialogo che consente di inquadrare la produzione artistica nel contesto istituzionale e storico-economico dell’epoca.
Immagine di anteprima: Domenico Beccafumi, Natività (terzo quarto del XVI secolo; dipinto a olio su tavola). Foto: Massimo Achilli e Silvia Spacca
Benedetto da Maiano, Crocifisso di Ancarano (fine XV secolo; scultura lignea policroma). Foto: Massimo Achilli e Silvia Spacca
Francesco di Simone Ferrucci e Giovan Battista da Norcia, Madonna col Bambino e angeli, (1511; scultura in entro tabernacolo in legno intagliato, dorato e dipinto). Foto: Massimo Achilli e Silvia Spacca
Immagini su concessione della Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio per l’Umbria e dalla Soprintendenza archivistica e bibliografica dell’Umbria.
